COS’E’ LA RESPONSABILITÀ?

Essere responsabili significa fare di tutto per arrivare a raggiungere un risultato che ci siamo prefissati. Ovvio, purché il modo in cui perseguiamo quel risultato non sia peccato. Essere responsabili infatti non significa avere colpe o meriti riguardo ad un determinato comportamento, di cui solitamente si dice “ne sei responsabile”, significa invece essere disposti a cambiare comportamento, riprovare ancora ed ancora, a maggior ragione se ci si rende conto di non riuscire ad arrivare laddove si voleva. Chi è disposto a fare questo tipo di lavoro è una persona responsabile, chi invece cede, si da per sconfitto e non riprova, né chiede aiuto, è irresponsabile per definizione. E’ quindi evidente che la responsabilità che ci mettiamo nelle cose si vede dai nostri comportamenti, non dalle nostre parole.

SERVIRE RESPONSABILMENTE

Il Vangelo insegna che le persone più grandi nella vita, che lasciano il segno e cambiano le cose intorno a loro, sono coloro che si dedicano a servire gli altri. Questo è il più grande proposito che si possa mai avere nella propria esistenza. Ed il modo perfetto per farlo è insegnato nel Vangelo. Coloro che servono gli altri servendo Dio, sono coloro che hanno tracciato un segno indelebile nella storia dell’umanità. Di coloro che invece vogliono essere serviti, nessuno se n’è ricordato e nessuno se ne ricorderà. Disse Gesù:

“chi è più grande, colui che è a tavola oppure colui che serve? Non è forse colui che è a tavola? Ma io sono in mezzo a voi come colui che serve.” Luca 22:27

Ora Gesù poteva benissimo fare quello che voleva nella vita, essendo figlio di Dio poteva comandare e pretendere di essere servito; invece preferì servire gli altri. Introducendo il concetto della responsabilità l’apostolo Paolo disse:

“Pur essendo libero da tutti, mi sono fatto servo di tutti, per guadagnarne il maggior numero… Con i deboli mi sono fatto debole, per guadagnare i deboli; mi sono fatto ogni cosa a tutti, per salvarne ad ogni modo alcuni” 1 Corinzi 9:19-22

Che significa? Che l’apostolo Paolo, così come fece Gesù nei Vangeli, pur di poter portare a termine il suo proposito (cioè quello di salvare più anime possibile “il maggior numero” attraverso la predicazione del Vangelo) fu disposto a ricercare ogni volta, in ogni circostanza, il modo migliore. Volontariamente accettò di cambiare i suoi comportamenti, le sue abitudini, affinché gli altri potessero riconoscerlo come loro pari ed ascoltarlo con attenzione. Volontariamente accettò di rinunciare ai suoi diritti pur di condividere il Vangelo. Questa fu la dimostrazione delle responsabilità che utilizzò nella sua vita, per ciò che riteneva indispensabile fare.

MA BISOGNA PER FORZA SERVIRE?

Il modo migliore per prendersi cura di sé e di gestire al meglio i rapporti con le altre persone è servire gli altri, che non vuol dire annullare se stessi ma vuol dire mettere a disposizione solo ciò di cui si dispone oggi, non per obbligo ma per il piacere di servire Dio. I cristiani tante volte nel Nuovo Testamento vengono chiamati appunto servi di Cristo. Servendo Cristo si riesce a fare quello che fecero Cristo e l’apostolo Paolo: trovare di volta in volta il comportamento giusto per riuscire nel ruolo che ricopriamo in ogni circostanza della vita, secondo i permessi che gli altri ci danno.

RESPONSABILI? DIPENDE…

Se ci chiedessero, quante persone sono “responsabili”? Da quanto abbiamo visto, nessuna. Non si è responsabili od irresponsabili a prescindere, si è responsabili o meno in riferimento a qualcosa che si vuole raggiungere. Spesso uno dei punti di controversia è il fatto che giudichiamo irresponsabile qualcuno rispetto a qualcosa per cui magari quella persona, in realtà, non ha alcun interesse, figuriamoci se ne vuole essere responsabile!! Non è detto che gli altri vogliano fare le cose come le faremmo noi. La mente delle persone e la nostra, magari su una specifica situazione familiare, lavorativa etc… possono anche vivere una forte separazione. Ecco perché il Vangelo vuole che tutti ristrutturiamo i nostri pensieri, condividendoli il più possibile, per vedere le cose come stanno veramente. Per farlo il Vangelo propone sé stesso, disse l’apostolo Paolo: “Siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio” Romani 12:2. Questa trasformazione Paolo la ricorda ai cristiani, conoscitori dei contenuti del Vangelo, unico mezzo che porta l’uomo a Dio. Il Vangelo infatti insegna come servire responsabilmente, guidandoci a alla vittoria della momentanea e dolorosa separazione dagli altri.

  1. Febbraio 22, 2016

    Bellissimo articolo, oggi giorno influenzati da tante sollecitazioni ad esempio dai mass media, dalle mode e dal tempo frenetico dei tempi moderni, c’è sempre più bisogno di prendere le redini della propria Vita e per fare ciò, bisogna imparare ad essere responsabili delle proprie scelte e delle proprie azioni senza delegare agli altri.
    Come dice il Vangelo e questo articolo sicuramente gli Altri sono un canale prezioso per conoscersi ed imparare a responsabilizzarci sotto la luce di Dio.

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