Il Gender (o ideologia di genere) è il pensiero che muove e determina le istanze dei movimenti LGBT nel mondo, quindi anche in Italia. LGBT, più precisamente, è l’acronimo che raggruppa le principali associazioni di persone che si riconoscono in uno dei seguenti “generi”: L lesbica, G gay, B bisessuale, T transessuale/transgender.

Una precisazione. Poiché la teoria del Gender è in constante evoluzione e rinnovamento, non meravigliatevi se queste terminologie tra qualche anno saranno in disuso, sostituite da nuovi termini al momento sconosciuti all’opinione pubblica (si pensi già al fatto che l’acronimo LGBT si è poi evoluto in LGBTQ, LGBTQ+ etc…) Nel momento in cui si scrive il presente articolo ci si è riferiti alla citazione di “Linee guida per un’informazione rispettosa delle persone LGBT”, cioè un documento prodotto dalle associazioni LGBT che dicono alla stampa come si deve parlare di loro, con quali termini e modalità. Tale documento ha il patrocinio dell’UNAR – Dipartimento delle Pari Opportunità (Presidenza del Consiglio dei Ministri).

PERCHE’ PARLIAMO DEL GENDER?

Perché è una realtà, ha già vinto, sta già dentro casa tua. E’ una ideologia che è già passata nella società ed ha già ottenuto riconoscimenti culturali, sociali e soprattutto legislativi. Si pensi ad esempio alla dibattuta legge Cirinnà che parifica di fatto l’unione civile tra persone dello stesso sesso, al matrimonio tra persone eterosessuali, salvo due punti: l’obbligo di fedeltà e la step child adoption (cioè l’adozione del figliastro). Per quanto riguarda l’obbligo di fedeltà è ormai questione di tempo e scomparirà anche dal matrimonio eterosessuale, è infatti già stata presentata la proposta in parlamento per la cancellazione dell’art 143 del c.c..

Il punto quindi non è tanto se sei d’accordo o meno col Gender, ma come confrontarsi con un’ideologia che si presenta come il progresso dell’uomo, una rivoluzione sociale in grado di generare un nuovo umanesimo. Non a caso infatti la comparsa del “genere” è già all’interno della normativa di riferimento per l’insegnamento scolastico, si pensi alla “Buona Scuola”(comma 16 della legge 107/2015 di riforma, “La Buona Scuola”articolo 5, comma 2, del decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93 etc…).

SE CONTINUI A LEGGERE SEI UN OMOFOBO

Come si può immaginare, un sito del tipo chiesadicristociampino.com, che con tutti i suoi limiti cerca di dare strumenti per il confronto sull’argomento non è particolarmente apprezzato dal mondo LGBT. Il motivo è semplice, quando le associazioni LGBT identificano il ritratto dell’individuo potenzialmente omofobo indicano il “grado di religiosità” e di credenza in “precetti religiosi”, come fattori di rischio. Si legga la pagina 11 del testo “Educare alla diversità a scuola” in cui si parla al corpo docente spiegando come procedere all’insegnamento delle principali istanze del mondo LGBT nella scuola primaria e secondaria (elementari, medie e superiori). Una parte dei media nazionali, quella che sposa le istanze del mondo LGBT, va oltre, usando espressione come fondamentalisti ed estremisti religiosi per coloro che usano ancora l’espressione “teoria del Gender”.

LA STUPIDITA’ E L’UNICO VANTO DI CHI FUGGE DAL CONFRONTO

Il problema non è né da un lato l’omofobo e né dall’altro l’omosessuale. Il problema è chi rinuncia al confronto, fugge da un problema o cerca di abbatterlo anche ricorrendo alla violenza. Per evitare la deriva, è necessaria la conoscenza. Prima di avventurarsi in lotte, rivoluzioni e dibattiti è necessario lavorare su sé stessi e prepararsi adeguatamente essendo anche disposti a rivedere le proprie idee, se si ha a cuore il bene, il giusto, l’amore. Altrimenti ciao, lasciamo perdere. Rischiamo che la storia si ripeta: così come la storia passata ci ha testimoniato di casi di violenze e brutalità contro chi non si riconosceva eterosessuale rischiamo che la storia presente ci faccia assistere a nuove violenze contro chi è eterosessuale. Magari non fisiche ma ideologiche, sociali e culturali. Perseguire, limitare e convertire l’altro perché non la pensa come me.

IL VANGELO COME STRUMENTO DI CONFRONTO

Con questo spirito Sabato 9/12/2017, alle ore 18:00 ci riuniremo nel locale di Piazza Leonardo da Vinci 16-17, Ciampino (Roma). Scopriremo perché Cristo rinunciò al Gender quando ebbe a confrontarsi con gli stessi fondamenti dell’ideologia di genere. E scopriremo anche l’ideologia di genere, andando a scavare dal punto di vista storico, filosofico, medico e politico. Infine dedicheremo la parte conclusiva dell’incontro all’approfondimento biblico della questione, partiremo letteralmente da Adamo ed Eva e vedremo come poi in concreto Cristo, gli apostoli ed i primi cristiani si confrontarono con l’ideologia di genere e soprattutto con l’omosessuale della porta accanto.

SE TI ASPETTI UN INCONTRO ACONFESSIONALE NON VENIRE!

Una presentazione “aconfessionale” di una qualunque tematica non esiste. La Svizzera non esiste. Il democristiano non esiste. Chi cerca di non prendere posizione o di avere un approccio “imparziale” ad una questione ha già evidenziato la sua posizione: quella di Pilato. Me ne lavo le mani per evitare il confronto stasera, in realtà domani il problema starà di nuovo sul tavolo di casa tua e sarà più grande. O si sta da una parte o dall’altra e non c’è nulla di male, purché la parte con cui sto si sforzi e si affatichi nel servire (e non odiare) l’altra. Chi invece si astiene o cerca di dare goffamente ragione ad entrambe, magari sposando alcune istanze e respingendone altre, è di fatto schierato inconsapevolmente da una parte contro l’altra. Ecco perché Gesù, che morì per servire gli altri, disse:

“23 Chi non è con me, è contro di me; e chi non raccoglie con me, disperde.” Luca 11:23

Nessuno può servire due padroni; perché o odierà l’uno e amerà l’altro, o avrà riguardo per l’uno e disprezzo per l’altro. Voi non potete servire Dio e Mammona.” Matteo 6:24

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