La violenza per molti secoli è stata utilizzata come metodo educativo. Si è creduto che per far cambiare un comportamento sbagliato ad una persona piuttosto che ad un animale bastasse usare violenza. Nella società moderna, la violenza è ancora presente massicciamente nella vita delle persone, non perché la televisione ci racconta di un episodio in provincia di chissà dove o perché c’è il fondamentalismo religioso… Gran parte delle forme di violenza sono subdole, nascoste nella vita quotidiana, lavorativa e familiare, e spesso non hanno nulla a che fare con il danno fisico della persona, piuttosto arrecano un danno emotivo, che colpisce l’altro al suo interno, ferendolo per diversi giorni. La violenza verbale ne è un esempio, per non parlare della violenza fatta attraverso un particolare sguardo, un atteggiamento fisico, un gesto di voluta indifferenza…

PERCHE’ FARE VIOLENZA?

Tra le tante motivazioni, la più frequente  è che di fronte ad un momento di crisi che la persona vive, in cui magari l’altro ha appena violato uno dei suoi valori con un preciso comportamento, la persona decide di dare sfogo al disagio attraverso un comportamento violento, in cui lasciar andare tutta la frustrazione accumulata a causa del valore appena infranto. Per di più, quando si educano dei giovani attraverso l’uso di violenza, si sta anche insegnando loro, inconsapevolmente, che la violenza è uno strumento con cui difendere le proprie ragioni e farle accettare all’altra persona. Vuoi vedere che quando quel giovane  crescerà sarà facilitato a ritenere la violenza come strumento di vita?

GESU’ L’AVEVA DETTO

Nella sua vita Gesù è stato in mezzo alle altre persone, ha portato avanti battaglie che gli altri non condividevano, spesso è stato schernito e provocato, eppure non ha mai usato violenza. Per spiegare le proprie ragioni ha sempre usato la ragione, con amore. Celebre è l’episodio in cui percosso da una guardia, Gesù con tutta calma aggiunse:

“«Se ho parlato male, dimostra il male che ho detto; ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?»” Gv 18:23.

Come a dire, non c’è bisogno alcuno di usare violenza, anche se avessi torto puoi dimostrarlo a parole, che bisogno c’è di usare violenza? Allora è proprio vero; la violenza è l’ultimo rifugio dell’incompetente. L’incompetente è colui che conosce solo la violenza come strumento di lavoro con le altre persone e che continua ad usarla ignorando che esistono altri modi e maniere per ottenere risultati di gran lunga migliori, per se stessi e per gli altri.

VIA IL MALE DALLA RADICE

“Voi avete udito che fu detto agli antichi: “Non uccidere: chiunque avrà ucciso sarà sottoposto al tribunale”; ma io vi dico: chiunque si adira contro suo fratello sarà sottoposto al tribunale; e chi avrà detto a suo fratello: “Raca” sarà sottoposto al sinedrio; e chi gli avrà detto: “Pazzo!” sarà condannato alla geenna del fuoco.” Mt 5:20-22.

Nel sermone sul monte, Gesù lavorando sul processo interno alla persona che la porta ad uccidere qualcun altro, spiega come uccidere sia grave quanto adirarsiprovocare l’altro. Perché? Perché l’ira e la provocazione portano a quella frustrazione che abbiamo visto essere l’anticamera della violenza! E si noti bene un punto in particolare; per Gesù sia chi provoca che chi uccide sono responsabili della morte che ne scaturirà! Ed ecco che quindi la violenza è legata alla morte. Qualcuno potrebbe obiettare: ma quando ho un comportamento violento io non arrivo ad uccidere l’altro! Vero, la violenza non uccide necessariamente il corpo dell’altro ma sicuramente uccide la relazione con l’altro. Due fratelli che non hanno relazione tra loro sono morti, perché separati, anche se entrambi vivi ed in ottima salute.

ANTIDOTO PER LA VIOLENZA

L’apostolo Paolo, a proposito di come fermare la violenza scrisse:

“Adiratevi e non peccate” Ef 4:26.

Avete notato? non disse “non adiratevi”, cosa che di per se è impossibile, chiese invece di imparare a gestire l’ira e la frustrazione senza lasciarle andare in episodi di violenza. Che vuol dire? Che l’ira e la frustrazione, come ogni stato d’animo, sono controllabili. Il punto è che dobbiamo crederci ed iniziarci a lavorare sopra. Per affrontare questo tipo di cambiamento e di lavoro su se stessi, Giacomo, fratello del Signore aggiunse:

“l’ira dell’uomo non compie la giustizia di Dio. Perciò, deposta ogni impurità e residuo di malizia, ricevete con dolcezza la parola che è stata piantata in voi, e che può salvare le anime vostre.” Gm 1:20-21.

Giacomo ricorda ai cristiani destinatari della lettera l’importanza della parola che quei cristiani avevano ricevuto. Cos’è la parola? E’ la predicazione di Gesù, i suoi insegnamenti, i suoi principi di vita. Oggi che la gente conosce a malapena il nome di Gesù, non sorprende che sia molto incline alla violenza e che abbia fortissime difficoltà a gestirsi dentro. Eppure, basta la parola.

  1. Giugno 16, 2016

    Concordo perfettamente quanto scritto spra
    Dio è riposo dell’anima…..
    Quando c’è rabbia bisognerrbbe ricordarsi questo
    Il vangelo è pace
    Difficile controllare rabbia… ira ….
    Nervosismo….ma è possibile
    E poiché Dio trasforma l’impossibile in possibile
    Possiamo trasformare le nostre emozioni da negative in positive….
    Con la fede ….con la preghiera …..per noi cristiani
    Abbiamo uno strumento formidabile…usiamolo

  2. Giugno 17, 2016

    Credo fortemente che dentro ognuno di noi ci sia il male e il bene, noi abbiamo la possibilità di scegliere se alimentare l’uno o l’altro e come una pianta se innaffiamo questi sentimenti essi cresceranno dentro di noi sempre di più.
    Gesù disse “io sono acqua viva” innaffiamo il bene dentro di noi con Gesù e la Parola che ci ha portato e anche io credo che la violenza che è dentro di noi diminuirà fino a essere completamente sotto il nostro controllo e l’amore sovrasterà ogni male dentro di noi in Gesu.

  3. Luglio 31, 2016

    Volevo innanzitutto ringraziarvi aver evidenziato un comportamento a cui purtroppo siamo veramente troppi abituati. Ci sono davvero tante, troppe forme di violenza tanto che per me era difficile riflettere sul fatto che si tratta solo di uno stato d’animo.
    La violenza è la più vigliacca tra le reazioni e spesso però la più frequente e spontanea. Avere un cosi autocontrollo e reagire con il dialogo a una violenza non è facile né siamo abituati a pensare di poterlo fare : l ‘esempio di Gesù in questo è come sempre scoprire un “nuovo mondo” ricevere consapevolezza e potenza.

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