Il culto dei cristiani

Per un cristiano, ogni momento di vita vissuto praticando gli insegnamenti di Dio ha un valore straordinario; in quei momenti infatti è consapevole di fare la cosa giusta, la cosa migliore possibile, con tutti i benefici interiori ed esteriori che ne conseguono. Tra tutti gli impegni settimanali da affrontare, sicuramente per il cristiano ha una posizione privilegiata il culto a Dio; la partecipazione all’assemblea solenne che si raduna per adorare, ricordare, incoraggiare, ammonire, lodare, pregare, producendo quel rinnovamento dei pensieri che porta a fare il bene, il bene secondo Dio. Questo è il culto che praticano i cristiani guidati da Cristo e dagli apostoli, secondo il Nuovo Testamento (NT).

Il canto

I cristiani, nel NT, adorano Dio con canti spirituali. Lo scrittore della lettera agli Ebrei lo presenta come un sacrificio di lode, frutto di labbra che confessano il suo nome (cfr. Eb 13:15). Giacomo, fratello di Gesù, ricorda come il canto a Dio è frutto della gioia del credente, felice per la sua rinnovata relazione con Dio i cui benefici lo spingono spontaneamente a manifestare questo suo sentimento cantando con gioia (cfr. Gm 5:13). L’apostolo Paolo aggiunse che il canto a Dio, ha bisogno di uno strumento imprescindibile per la sua perfetta esecuzione: il cuore (cfr. Ef 5:19), sottolineando inoltre come cantare inni spirituali permetta di ammaestrarci ed incoraggiarci reciprocamente (cfr. Cl 3:16). Cristo, ci ricordò come sia importante affrontare momenti delicati della vita avendo prima condiviso dei canti con i propri fratelli: dopo l’ultima cena con gli apostoli, cantò l’inno, poche ore prima del suo arresto e della sua morte (cfr. Mt 26:30).

La musica

Appare evidente come il NT ogni volta che si esprime sull’adorazione a Dio, parli solo ed esclusivamente di canto. Non c’è nemmeno un caso che contempli l’accompagnamento del canto mediante strumenti musicali. Magari per qualche lettore questo potrebbe essere irrilevante tuttavia, se il NT non prevede l’uso di strumenti musicali nel culto evidentemente avrà un buon motivo per farlo! Questo è sicuramente il punto da capire specialmente perché tante confessioni religiose che si definiscono cristiane, usano uno o più strumenti musicali nella loro adorazione a Dio. Alcune di queste, rivendicano l’autorità biblica citando i passi del Vecchio Testamento (VT) nei quali Dio aveva previsto l’uso di strumenti musicali. E’ vero, nel VT Dio aveva previsto l’uso di tali strumenti, anche se solo ed esclusivamente attraverso i sacerdoti ed i leviti, con quale finalità? Da principio per annunciare qualcosa di importante o per allarmare la popolazione (cfr. Num 10:1-10), poi dal tempo di re Davide, per adorare Dio (cfr. 1 Cr 13:8, 15:27).

Ma allora perché Dio comandò l’uso degli strumenti musicali nel VT senza poi confermarli nel NT?

L’uso di strumenti nel VT fu in contesti del tutto straordinari; sia al tempo di Davide che di Ezechia (cfr. 2 Cr 29:27) si trattava di momenti di restaurazione del culto in Israele, dopo che il popolo aveva per anni peccato violentemente contro Dio abbandonando la giusta adorazione. L’uso dello strumento musicale in cerimonie solenni era servito quindi per celebrare il ravvedimento dopo l’apostasia, in un contesto storico molto delicato. Nel NT troviamo momenti altrettanto solenni come ad esempio la resurrezione di Gesù, la Pentecoste in Atti 2, i primi battesimi, la nascita delle prime chiese ma in nessuno di questi casi vennero usati strumenti musicali. Perché? Perché il NT, nel sostituire il VT, predica una crescita spirituale del credente, basata su un’adorazione spirituale a Dio (cfr. Gv 4:20-25). L’adorazione materiale ebraica e l’intero sistema cerimoniale del VT, viene superato in Cristo (cfr. Eb 8, 9:9).

E perché c’è chi continua ad usare lo strumento musicale nel culto?

Per diversi motivi. C’è chi lo fa per attirare a sé le persone, chi perché è convinto di adorare meglio Dio, chi perché ha paura a cambiare la tradizione che gli è stata insegnata etc… Tutte buone giustificazioni da dare a noi stessi che però, in fondo in fondo, sappiamo essere nulle di fronte a Dio. Fermo restando che l’uso dello strumento musicale nel culto limita la crescita spirituale del partecipante. Infatti l’adorazione in quel caso non è più diretta nei confronti di Dio ma avviene appunto attraverso lo strumento, limitando l’espressività ed il contatto diretto tra la persona e Dio. L’adorazione a Dio deve essere diretta, non possiamo delegare il nostro contributo a qualcun altro o a qualcos’altro. Altrimenti non ci sarà crescita in noi. Ecco perché non è di poco conto il fatto che lo strumento musicale sia stato usato solo nel VT! Chi vorrà comunque continuare ad usare lo strumento musicale si ricordi però che non può riproporre una parte sola del VT, bensì è tenuto a praticarlo tutto (cfr. Galati 5:3). Secondo te, esiste oggi una sola persona al mondo che può praticare fedelmente ed interamente il VT? Detto questo, la musica è e resta, come ha insegnato Dio, uno dei doni e dei mezzi più potenti per comunicare, con noi stessi, con gli altri, con Dio. Ricordiamoci però di rispettare i giusti tempi, per come Dio li ha stabiliti.

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