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“Nuovo e moderno, nuovo e moderno, nuovo e moderno…”

Questo è l’imperativo che ci viene ripetuto dalla società. Code interminabili per l’uscita di un nuovo dispositivo elettronico, centri commerciali affollati, bisogno costante di variare e fare nuove esperienze… Questa è la vita cittadina nella società attuale. Tutto ciò che è antico, passato, religioso e simbolo della tradizione è visto come qualcosa di inutile e di sbagliato. Questo vale anche per la persona anziana, vista come un problema da gestire e nella migliore delle ipotesi, come un “bancomat” da cui prelevare tempo, disponibilità, denaro, baby sitting etc…

DA DOVE NASCE QUESTA MENTALITÀ’?

Questa mentalità è in buona parte figlia del progresso tecnologico con cui l’uomo vive fin dalla prima rivoluzione industriale. I benefici della tecnologia (più ricchi con minor fatica) hanno accentrato la fiducia umana nella scienza, adorata oggi come una vera e propria divinità, chiamata “progresso”. Non si poteva scegliere nome più inappropriato! Infatti induce a pensare che per il fatto di essere tutti più benestanti rispetto al passato, questo comporti necessariamente che le persone diventino più mature, che l’uomo sia in qualche modo facilitato a “progredire”. Assistiamo invece al fenomeno opposto per cui il benessere materiale, porta l’uomo a non percepire più il bisogno di maturare spiritualmente per affrontare le difficoltà della vita, che invece si pensa di poter risolvere delegando al denaro il lavoro che la persona dovrebbe fare.

CONSEGUENZE SOCIALI

Non diciamo nulla di nuovo nel ricordare che le tecnologie che usano le nuove generazioni sono totalmente sconosciute alle generazioni precedenti. Il classico esempio è quello del nonno costretto a chiedere al nipote di insegnargli ad usare il cellulare. Il ritmo dello sviluppo di nuove ed utili tecnologie è talmente alto che si crea una frattura generazionale: le nuove generazioni crescono senza percepire il “bisogno” di ricevere insegnamenti dalle generazioni precedenti, visto che molto probabilmente svolgeranno nuovi tipi di lavori con l’uso di nuove tecnologie che 50 anni prima nemmeno esistevano. In più si dimentica spesso un altro problema, il fatto che la nuova tecnologia tende a generare un falso senso di sicurezza e di successo nella vita, oltre al fatto che chi non riesce ad utilizzarla verrà escluso ed emarginato dalla comunità.

IL PASSATO VALE PIU’ DEL FUTURO

A fronte di questo contesto sociale, la frattura generazionale si pone anche sul piano esclusivamente relazionale. Quante volte abbiamo detto o sentiamo dire “Sono cambiati i tempi!”. Questa espressione è sintomatica del fatto che quando si ricorda un insegnamento trasmesso dalle generazioni passate, il giovane è tentato di respingere lo sforzo di capire come attualizzare quell’insegnamento, con la giustificazione che siccome sono cambiati i tempi, quanto detto in passato non vale più! Non c’è niente di più grave e di più sbagliato! Per ricercare e ritrovare i valori nella vita bisogna guardare al passato, non certo al presente ed al futuro. Se ad esempio voglio riscoprire i significati del matrimonio, il ruolo del marito e quello della moglie, il lavoro di coppia ed il loro significato più profondo, devo volgere lo sguardo al passato, al momento in cui il matrimonio fu creato ed alle istruzioni insegnate a riguardo. Non posso certo ricercarlo nel presente ne tanto meno nel futuro. Questo vale per ogni aspetto della nostra vita, compreso quello spirituale. Non a caso, per conoscere Dio bisogna andare indietro nel tempo, quando Dio si è rivelato direttamente all’uomo, ha parlato e si è fatto conoscere. Non a caso Dio si presentò tante volte come il Dio di Abramo di Isacco e di Giacobbe, accostando cioè al suo nome personaggi e storie passate che hanno dei significati attuali ed  immediatamente assimilabili per chi li conosce e li sa riproporre nel contesto moderno.

LA SFIDA: ATTUALIZZARE IL PASSATO

La sfida quindi è quella di riuscire a saper leggere gli insegnamenti trasmessi dalle generazioni precedenti, attualizzandoli correttamente nella società presente. Il punto è che i tempi cambiano ma i valori della vita sono gli stessi. Questo va fatto soprattutto quando chi ci ha preceduto in vita ci ha trasmesso concetti con modi e linguaggi che oggi non sono più attuali, né condivisibili. Dobbiamo imparare a separare “il modo” dal “messaggio” che l’altra persona ci vuole comunicare. Dall’altro lato la persona anziana è importante che si renda cosciente di questo forte cambiamento sociale, comprendendo la sfida che attende i più giovani.

LO STRUMENTO

Sabato 22 Ottobre alle ore 19:00 a Ciampino, nel locale di Piazza Leonardo da Vinci 16-17, dedicheremo circa un’ora a questa tematica (per maggiori informazioni sull’evento clicca qui). Approfondiremo come il Vangelo affronta questo argomento e quali istruzioni ci mette a disposizione per affrontare adeguatamente questa sfida. Ovviamente l’ingresso è libero e senza alcun impegno. Ricordiamoci che se manchiamo questa sfida, NOI saremo certamente la prossima generazione di rifiuti non riciclabili che le future generazioni si appresteranno velocemente a smaltire.

  1. Ottobre 3, 2016

    Grazie per aver sottolineato qualcosa di prezioso : leggendo l’articolo e soprattutto la parte finale resta un po’ di amaro in bocca … se non insegniamo ai nostri figl che il passato è la base su cui costruire il futuro , non solo lì avremo danneggiati , ma diventeremo noi stessi relitti inutili.
    Sarebbe una doppia e dura sconfitta ! Fa male solo prenderne cosapevolezza …

  2. Ottobre 4, 2016

    Gesù ha lasciato la sua dimora celeste ed è venuto in mezzo a noi per portarci con Lui,grazie al amore dell nostro Padre che è buono e pietoso senza fine,che grande onore,con la sua luce che è sempre più viva ,più accesa nessuno si perderà più

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