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Questo mese dedichiamo attenzione ad un argomento particolare, sconosciuto a molti, con cui capita di avere a che fare mentre ci avviciniamo al Vangelo. Riguarda il dono di parlare in lingue, che avevano alcuni cristiani nel primo secolo.

IN COSA CONSISTE?

Consiste nella capacità miracolosa di poter parlare perfettamente lingue di altre nazioni e di altri popoli senza averle studiate nel corso della propria vita. Questa capacità è presentata nel Nuovo Testamento come un dono dello Spirito Santo. Viene manifestata pubblicamente nel giorno di Pentecoste, in Atti 2, quando gli apostoli vengono rivestiti dallo Spirito Santo, come Gesù aveva predetto nel Vangelo, dando loro la capacità di praticare diversi segni e prodigi miracolosi, tra cui anche quello di parlare in altre lingue. Ne è evidente dimostrazione la reazione di stupore delle persone che assistono alla discesa dello Spirito Santo quando ascoltano gli apostoli parlare nelle loro lingue di origine:

”la folla si raccolse e fu confusa, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua. E tutti stupivano e si meravigliavano, dicendo: «Tutti questi che parlano non sono Galilei? Come mai li udiamo parlare ciascuno nella nostra propria lingua natìa? Atti 2:6-8

E’ quindi chiaro come questo dono non consistesse in lamenti, parole incomprensibili e manifestazioni estatiche ma in una vera e propria lingua umana, che altre persone, madre lingua, capivano perfettamente.

CHI LO AVEVA E PERCHE’

Questa capacità sovrannaturale non veniva in automatico con il battesimo del credente, nonostante il battesimo arrecasse già di suo lo Spirito Santo, come disse l’apostolo Pietro:

“Ravvedetevi e ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo.” Atti 2:38

In queste parole Pietro legò il battesimo alla discesa sul credente dello Spirito Santo ma questo non comportava in automatico nessuna capacità miracolosa; quando ci sono i primi battesimi in Samaria in Atti 8:15-17 viene raccontato che:

“Essi (gli apostoli Pietro e Giovanni) andarono e pregarono per loro (i nuovi credenti appena battezzati) affinché ricevessero lo Spirito Santo; infatti non era ancora disceso su alcuno di loro, ma erano stati soltanto battezzati nel nome del Signore Gesù. Quindi imposero loro le mani, ed essi ricevettero lo Spirito Santo.”

Da questo passo è chiaro che lo Spirito Santo che si riceve nel momento del battesimo da un lato, e l’imposizione delle mani da parte degli apostoli che permette il ricevimento dello Spirito Santo dall’altro, sono due cose diverse. Altrimenti non era necessario che Pietro e Giovanni venissero da Gerusalemme. Quindi il dono di parlare in lingue non era un dono appartenente a tutti i cristiani ma solo a coloro a cui gli apostoli imponevano le mani. Ora, perché si fece uso di questo dono miracoloso? Il Nuovo Testamento ancora non era stato scritto e trasmesso ai credenti, la predicazione del Vangelo oltre che a parole veniva fatta attraverso segni e prodigi affinché le persone potessero credere e fidarsi del Vangelo:

le lingue servono di segno non per i credenti, ma per i non credenti 1 Corinzi 14:22

OGGI POSSO PARLARE IN LINGUE?

No, a meno che tu non prenda lezioni di inglese, tedesco etc… Il parlare in lingue, così come tutti gli altri doni che gli apostoli potevano trasmettere imponendo le mani, sono stati aboliti. Disse l’apostolo Paolo:

“L’amore non verrà mai meno. Le profezie verranno abolite; le lingue cesseranno; e la conoscenza verrà abolita; poiché noi conosciamo in parte, e in parte profetizziamo; ma quando la perfezione sarà venuta, quello che è solo in parte, sarà abolito.” 1 Corinzi 13:8-10

In questo passo l’apostolo Paolo sottolinea come tutti i doni carismatici trasmessi ai credenti del primo secolo (nel passo citato ne sono riportati tre in esempio: parlare in lingue, profetizzare e rivelare conoscenza della Parola) sarebbero stati utilizzati solo per un breve periodo. Infatti quando la “perfezione”, cioè la rivelazione completa di tutto il Nuovo Testamento, fosse stata raggiunta, dei segni e dei prodigi miracolosi non ce ne sarebbe più stato bisogno. Resta invece prioritario, secondo Paolo, saper praticare l’amore, strumento di vita e di predicazione ben più importante dei miracoli e che infatti non verrà mai meno. Oggi, nessun cristiano possiede la capacità di parlare da un giorno ad un altro il romeno, piuttosto che l’ungherese, piuttosto che l’islandese, ne di compiere guarigioni, di profetizzare, di rivelare la Parola etc… come invece alcuni cristiani del Nuovo Testamento. 

INSEGNAMENTI PER OGGI

Questa storia insegna che il Vangelo va letto con attenzione ed approfondimento, alla ricerca dell volontà di Dio per l’uomo. E’ infatti importante non soltanto capire come si svolsero i fatti ma soprattutto perché, cosa Dio si era proposto di comunicarci tramite determinate scelte. Se c’è qualcosa che non capiamo è importante ricercare e documentarsi per essere in pace con Dio per quello che facciamo e che insegniamo agli altri. Basta leggere i capitoli 12, 13 e 14 di 1 Corinzi per capire i problemi vissuti da tanti fratelli che facevano confusione sul Vangelo predicato dagli apostoli, a cui Paolo riprendendoli disse:

“Dio non è un Dio di confusione, ma di pace” 1Corinzi 14:33

  1. Maggio 22, 2016

    Io sono convinta che sarebbe sufficiente leggere con attenzione e senza pregiudizi tutti i passi citati da Marco per capire che il dono del parlare le lingue, di fare miracoli e guarigioni é stato prerogativa solo di quei cristiani ai quali erano state imposte le mani. Dunque i cristiani dei nostri giorni non possono parlare in lingue tanto più che, come scrive Paolo in 1 Corinzi 13 : 8- 10 e come Marco menziona, sono state abolite……

  2. Maggio 22, 2016

    Dalla lettura dei testi citati si evince che il dono delle lingue,come tutti i doni carismatici trasmessi attraverso l’imposizione delle mani da parte degli apostoli, non avesse lo scopo di stupire e quindi di avvicinare a Dio gli uomini per la straordinarietà dell’evento (miracolo) ma fosse il modo scelto da Dio, in quel preciso momento, per annunciare all’uomo il suo Regno e per edificare senza esclusione tutti i credenti.
    Oggi invece che le lingue si studiano e soprattutto si hanno i Testi scritti e tradotti in ogni lingua dobbiamo solo avvicinarci alle Scritture con umiltà senza spirito di contesa investigando con serietà per arrivare alla piena conoscenza.

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