Il concetto di sottomissione è qualcosa che oggi si rifiuta a prescindere. Nessuno di noi, almeno in teoria, si vuole immaginare sottomesso a qualcuno o a qualcosa! Anche se poi nella realtà della vita non sempre le cose vanno come vorremmo… Tuttavia, leggendo alcuni passi della Scrittura, si rimane quanto meno interdetti nell’apprendere che ad esempio in Efesini 4:22-24, parlando di sottomissione, scrive l’apostolo Paolo:

“Mogli, siate sottomesse ai vostri mariti, come al Signore; il marito infatti è capo della moglie, come anche Cristo è capo della chiesa, lui, che è il Salvatore del corpo. Ora come la chiesa è sottomessa a Cristo, così anche le mogli devono essere sottomesse ai loro mariti in ogni cosa.”

Queste parole suonano lontanissime da oggi. Dagli ultimi decenni stiamo assistendo ad una campagna di rafforzamento della figura della donna, tutelata ormai in ogni ambito sociale. Pronunciare oggi le parole dell’apostolo Paolo mette quasi a rischio la nostra incolumità! Mogli sottomesse al marito? Quale partito politico potrebbe mai presentarsi alle elezioni con uno slogan simile? Chi mai lo voterebbe?

Ma allora cosa voleva dire l’apostolo Paolo? Qual’è il concetto di sottomissione insegnato nelle Scritture?

Procediamo con ordine:

In 1 Corinzi 11:3 l’apostolo Paolo ricorda come l’ordine con cui Dio ha stabilito il mondo, prevede la sottomissione di uomini ad altri uomini. La sottomissione della donna all’uomo, nello specifico, è la stessa che l’uomo deve avere nei confronti di Cristo. A questo punto a me già verrebbe da fare una domanda:

“Donne, vi piacerebbe avere al vostro fianco un uomo che parla e si comporta ubbidendo agli insegnamenti di Gesù? 

Avete mai conosciuto uno così?”

In 1 Timoteo 3:4 Paolo aggiunge che è con sottomissione che i figli rispettano il padre, come Gesù fece con i suoi genitori terreni, Giuseppe e Maria (cfr. Luca 2:51). In Tito 2:1-5, le donne anziane sono chiamate ad insegnare alle giovani, come essere donne nelle situazioni della vita, indicando i giusti valori. Altrimenti, ricorda Paolo, la parola di Dio sarà disprezzata. Domanda:

 “Chi insegna oggi alle giovani donne, che donna essere?

Le madri (che ne hanno la responsabilità) oppure la televisione, facebook, i film (che responsabilità non ne hanno)?”

La verità è che sappiamo bene come gli uomini pretendano la sottomissione dagli altri uomini; nulla sappiamo però su come Dio ha plasmato il mondo attorno alla sottomissione. Sottomissione infatti non ha nulla a che vedere con la violenza, con la mancanza di rispetto, con l’abuso, con la schiavitù. Ecco perché quando la sottomissione non viene praticata, muore Dio e la sua giustizia (cfr. Romani 10:1-3). Per essere praticata richiede però conoscenza, richiede di capire cosa Dio volesse dire, altrimenti accade quello che ha rischiato lo stesso apostolo Paolo, che per piacere agli altri (cioè stando loro sottomesso ma alla maniera degli “uomini”), avrebbe rischiato di commettere grossi errori nella sua vita e nel suo lavoro (cfr. Galati 2:4-5).

Per Dio la sottomissione, se praticata come Lui l’ha concepita, permette di dimostrare che Gesù è il Cristo (cfr. 2 Corinzi 10:3-5), l’amore per il prossimo (cfr. Filippesi 2:3-8), il desiderio di salvezza per tutto il mondo (cfr. Filippesi 2:9-11), l’onore verso le Scritture di chi pratica la sottomissione (cfr. Tito 2:9-10), bene comune (cfr. 1 Pietro 2:18-25), la libera di scelta di chi decide di vivere seguendo Dio (cfr. 1 Pietro 2:13-17), la stima ed il rispetto che merita chi la pratica (cfr. 1 Corinzi 16:15-16).

  1. Novembre 21, 2014

    Senza la conoscenza della parola di Dio, la sottomissione non è mai stata una condizione a me gradita.
    Grazie a questo articolo ho scoperto aspetti interessanti della sottomissione i quali mi hanno portato a vederla sotto un altro punto di vista. Cosa posso dimostrare a Dio e agli altri tramite la mia sottomissione? In modi diversi, siamo tutti sottomessi a qualcuno, che ci piaccia o no; allora meglio farlo come Dio ha stabilito!
    Alessia

  2. Dicembre 11, 2014

    Purtroppo oggi la parola sottomissione viene spesso concepita come qualcosa di negativo, come se significasse essere inferiori agli altri. Ma non è così. Nel NT il termine ha più a che fare con rispetto, condivisione, sostegno del proprio ruolo. Bisogna ricostruire la base su cui poi costruire.

  3. Dicembre 11, 2014

    Leggendo l’articolo che ritengo conforme alle Scritture mi viene peró spontaneo chiederti come comportarsi nella vita pratica.Vanno tutti bene gli insegnamenti da impartire ai giovani in preparazione al matrimonio a i problemi nascono con la convivenza e non sempre possono essere superati senza perdere pezzi di stima durante il percorso.Come si può poi essere sottomessi a qualcuno che non vediamo più come guida e punto di riferimento per la nostra vita?

    • Dicembre 19, 2014

      Daniela hai perfettamente ragione. Per sottomissione infatti la Scrittura intende la messa in pratica degli insegnamenti di Dio, nella vita pratica di tutti i giorni. Questo stile di vita, ubbidiente e rispettoso della volontà di Dio, contiene già al suo interno il giusto concetto di sottomissione. Nelle relazioni con gli altri, la “sottomissione” significa il rispetto ed il riconoscimento di ruoli e competenze diverse. Ma la “sottomissione” intesa come quel concetto ricco esposto nel blog resta esclusivamente rivolta a Dio, non è agli altri. Se gli altri ci inducono a peccare, perché al momento purtroppo non hanno la competenza giusta per ricoprire il ruolo che hanno, siamo liberi di comportarci come riteniamo più giusto di fronte a Dio. E nel frattempo, possiamo cercare di aiutarli.

  4. Dicembre 12, 2014

    Dobbiamo piegarci in ginocchio soltanto davanti a Dio. Credo che la sottomissione sia dovuta soltanto a Lui.Se una coppia di Cristiani cerca con convinzione e sincerità di mettere in pratica la parola di Cristo sarà sottomessa a DIO. Quando si condividono le stesse idee, e a maggior ragione quelle religiose, viene del tutto naturale avere stima, rispetto e fiducia l’uno nell’ altro e la sottomissione diventa condivisione, partecipazione.

  5. Dicembre 12, 2014

    Probabilmente Stefano ha ragione, anche io ho sempre associato la parola “sottomissione” (soprattutto tra un uomo e una donna), ad un aspetto negativo, violento e di prepotenza. ma rileggendo più volte questo blog mi rendo sempre più conto di quanto ancora devo imparare sulla parola di Gesù, e quanto invece sia facile esprimere giudizi senza prima essere a conoscenza dell’effettiva realtà.

  6. Gennaio 5, 2015

    Sono convinta che il più grande dono che abbiamo ricevuto sia il libero arbitrio: possediamo la libertà di scegliere in ogni singolo momento della nostra vita come agire e come reagire a ciò che viviamo. Non solo, nella Bibbia troviamo delle utili “linee guida” su come sfruttare al meglio questo dono. Invece c’è chi considera il poter fare tutto ciò che si vuole come la la suprema forma di libertà, mentre, invece, spesso coincide con una totale mancanza di scelta e si finisce con l’assomogliare a un’onda del mare, agitata dal vento e spinta qua e là.

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