Era solo qualche mese fa, per la precisione metà luglio, quando gli organi di stampa hanno riportato con gioia la seguente notizia: in Inghilterra, il sinodo generale della Chiesa anglicana, ha dato voto favorevole alla riforma che istituisce le donne vescovo!

Perfino il governo inglese ha fortemente sostenuto il passaggio della riforma, tanto che il primo ministro inglese ha parlato di un “grande giorno per la Chiesa e per l’eguaglianza”. A questo punto dovremmo tutti essere contenti e sperare che questo modello sia imitato da ogni confessione religiosa cristiana!

Tuttavia, come per ogni corrente o pensiero che incontriamo nella vita, da buon cristiani, dovremmo saper rispondere ad una semplice domanda: ma Dio che ne pensa?

Mi spiego meglio: i vescovi nella chiesa servono a guidare, proteggere, istruire le anime che ne fanno parte, amministrandole per conto di Dio. Basti ad esempio leggere le bellissime parole che l’apostolo Paolo rivolse ai vescovi della chiesa di Efeso (cfr. Atti 20:17-38). Allora, prima di esprimere una critica od un plauso alla notizia di una donna vescovo, dovremmo chiederci: ma Dio ha previsto dei requisiti per poter ricoprire il ruolo di vescovo? O lo può fare chiunque? Uomo e donna? Celibe e nubile che sia?

Scrive l’apostolo Paolo al giovane evangelista Timoteo:

“Certa è quest’affermazione: se uno aspira all’incarico di vescovo, desidera un’attività lodevole. Bisogna dunque che il vescovo sia irreprensibile, marito di una sola moglie, sobrio, prudente, dignitoso, ospitale, capace di insegnare, non dedito al vino né violento, ma sia mite, non litigioso, non attaccato al denaro, che governi bene la propria famiglia e tenga i figli sottomessi e pienamente rispettosi (perché se uno non sa governare la propria famiglia, come potrà aver cura della chiesa di Dio?), che non sia convertito di recente, affinché non diventi presuntuoso e cada nella condanna inflitta al diavolo. Bisogna inoltre che abbia una buona testimonianza da quelli di fuori, perché non cada in discredito e nel laccio del diavolo.” 1 Timoteo 3:1-7

Siamo ancora sicuri che Dio approvi le varie figure di “vescovi” che popolano la terra? Gli apostoli quando hanno iniziato ad istituire la figura del vescovo nelle prime chiese (cfr. Atti 14:23), hanno incaricato degli uomini, non delle donne. Eccezionali padri di famiglia, date le qualifiche appena lette. Ricordo che gli apostoli agirono in base alle istruzioni di Dio, non certo di proprio conto (cfr. Atti 1:3, 1 Corinzi 2:7-10).

Allora se la figura del vescovo è riservata al padre di famiglia, dobbiamo pensare o che Dio sia maschilista? Sessista? Oppure, ammettere con sincerità, che l’ordine con cui Dio ha stabilito la chiesa, proprio non lo conosciamo, così come non lo conosce il primo ministro inglese e la maggior parte delle “Chiese” che si vantano di Gesù.

I nostri pensieri dovrebbero essere di tutt’altra fattura: in che modo uomini e donne possono servire Dio nella Sua chiesa?

Quale è stato il ruolo delle donne nella predicazione di Cristo e nella nascita della chiesa? 

Appena saremo a conoscenza di queste cose e di tutte quelle che Dio da tempo ha predisposto, capiremo meglio se l’uguaglianza offerta oggi alle donne l’esalta o le violenta ancora una volta.

  1. Novembre 21, 2014

    Sono d’accordo con questo commento e aggiungo che quando gli uomini ragionano e decidono secondo criteri umani inevitabilmente si allontanano sempre più dalla fonte del messaggio (Nuovo Testamento). Bisognerebbe conoscere meglio e formare in noi la mente di Cristo. Sarebbe veramente fondamentale capire ruoli e competenze, affinché operare in modo costruttivo e coerente con le direttive divine.

  2. Novembre 21, 2014

    Concordo sul fatto che non ci si ferma a pensare a ciò che Dio ha stabilito.
    Di conseguenza, la decisione della chiesa anglicana o la figura di vescovo che c’è in Italia viene data per scontata.
    Ciò che mi rattrista e che secondo è realmente grave è che ormai nessuno si scandalizza più di nulla. Il pensiero dominante è uno solo: VA TUTTO BENE, È TUTTO NORMALE!
    Questa è la tristezza più grande, perché, il Signore questo non lo merita!
    Alessia

  3. Dicembre 5, 2014

    Complimenti per il post.. Concordo molto sulla parità dei sessi, la donna come l’uomo ha le stesse possibilità ed oppotunitá, bisognerebbe parlare di Essere Umano al servizio di Dio a prescindere dal sesso, dalle diversità culturali ed etniche.

  4. Dicembre 11, 2014

    Solo da qualche settimana ho iniziato a leggere la Bibbia, e pur avendo letto ancora pochi capitoli, mi sono resa conto di quante cose noi facciamo, vediamo e soprattutto “accettiamo” quotidianamente, inconsapevoli del vero insegnamento di Gesù! Indipendentemente dalla nostra religione o cultura ci dichiariamo credenti, praticanti…….ma è vero, quanto volte ci chiediamo se Gesù può essere d’accordo con le nostre scelte o decisioni?

  5. Dicembre 12, 2014

    Non sono informata sulle novità che nelle Chiese Cristiane si sta tentando di introdurre ma penso che se si vuole entrare nella Chiesa stabilità da Cristo bisogna rispettare le regole e le indicazioni di Gesù e dei suoi apostoli.Per il resto,indipendentemente dalle cariche, nella Scrittura non vi è distinzione tra le anime degli uomini e delle donne.

  6. Dicembre 12, 2014

    Ma soltanto una distinzione di ruoli,tutti altrettanto importanti

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