Che cos’è la chiesa?

Il termine “chiesa” deriva dalla parola greca ἐκκλησία che letteralmente significa “assemblea, congregazione di persone”. Nel Nuovo Testamento, la parola chiesa indica solitamente l’insieme dei cristiani, popolo che si è riconciliato con Dio per mezzo di Cristo, del quale l’apostolo Paolo scrisse:

“Egli è il capo del corpo, cioè della chiesa; è lui il principio, il primogenito dai morti, affinché in ogni cosa abbia il primato. Poiché al Padre piacque di far abitare in lui tutta la pienezza  e di riconciliare con sé tutte le cose per mezzo di luiCl 1:18-20

Altre volte invece, la parola “chiesa”, viene utilizzata per indicare l’assemblea di cristiani in uno specifico luogo geografico e non la l’intero popolo dei cristiani in generale. Ad esempio quando l’apostolo Paolo invia i saluti ad una cara coppia di cristiani di nome Prisca e Aquila, scrive:

“Salutate Prisca e Aquila, miei collaboratori in Cristo Gesù, i quali hanno rischiato la vita per me; a loro non io soltanto sono grato, ma anche tutte le chiese delle nazioni. Salutate anche la chiesa che si riunisce in casa loro.” Rm 16:3-5

E’ chiaro come questo saluto Paolo lo indirizzò a quella chiesa che a Roma, tanti anni fa, era solita riunirsi in casa di due cari fratelli, Prisca e Aquila appunto.

La chiesa deve essere povera?

Nel Nuovo Testamento non c’è precisazione sul fatto che la chiesa debba essere povera oppure no, sia se per “chiesa” intendiamo l’intero popolo dei cristiani sia se intendiamo la singola congregazione di credenti che in uno specifico luogo si sforza di servire Dio. Il punto infatti non è quanti soldi si possiedono bensì come si usano. Nel libro degli Atti e nelle lettere si legge come esistessero delle chiese ricche e delle chiese povere economicamente. Nella lettera ai Filippesi, l’apostolo Paolo scrisse i suoi ringraziamenti alla chiesa di Filippi che lo aveva stipendiato per permettergli di viaggiare e predicare l’evangelo a tempo pieno:

“Anche voi sapete, Filippesi, che quando cominciai a predicare il vangelo, dopo aver lasciato la Macedonia, nessuna chiesa mi fece parte di nulla per quanto concerne il dare e l’avere, se non voi soli; perché anche a Tessalonica mi avete mandato, una prima e poi una seconda volta, ciò che mi occorreva […]Ora ho ricevuto ogni cosa e sono nell’abbondanza. Sono ricolmo di beni, avendo ricevuto da Epafròdito quello che mi avete mandato” Fl 4:15-18

Gerusalemme fu invece un esempio di una chiesa povera, per la quale l’apostolo Paolo promosse una colletta fra diverse chiese:

“Per ora vado a Gerusalemme, a rendere un servizio ai santi, perché la Macedonia e l’Acaia si sono compiaciute di fare una colletta per i poveri che sono tra i santi di Gerusalemme.” Rm 15:25-26

Chi sono i poveri?

Povero è colui che si trova in uno stato di bisogno economico. Tuttavia, quando le chiese, nel Nuovo Testamento, raccoglievano settimanalmente la colletta (cfr. 1 Cor 16:2), in nessun caso la usavano per fare generiche opere di bene. Mai vennero utilizzati soldi raccolti nella chiesa per provvedere all’aiuto di non credenti, anche se nel bisogno. Il denaro delle collette delle chiese veniva utilizzato per aiutare esclusivamente altre chiese, come fu per Gerusalemme, per i singoli fratelli di chiesa nel bisogno (cfr 1 Tim 5:16) oltre che per stipendiare l’evangelista (cfr. 1 Cor 9:14) e pagare le varie attività di predicazione dell’evangelo (cfr. Atti 18:5). Domanda: allora non posso aiutare una persona nel bisogno perché ancora non è convertita? Certo che si! Con i tuoi soldi però, non con quelli della colletta della comunità. Facile usare i soldi degli altri! La colletta della comunità è vincolata all’utilizzo secondo i propositi che gli apostoli hanno insegnato, non secondo i propositi che piacciono a noi. Perché? perché la chiesa non è la nostra, è di Cristo! (cfr. Rm 16:16). Come individui abbiamo il piacere ed il dovere di fare del bene a tutti, ricordandoci però quale sia l’ordine delle priorità:

“Così dunque, finché ne abbiamo l’opportunità, facciamo del bene a tutti; ma specialmente ai fratelli in fede.” Gal 6:10

Bello sarebbe ora capire perché “specialmente i fratelli in fede”? Non essendo un tema esauribile in poche parole vi invito ad approfondirlo faccia a faccia, con uno studio mirato.

Conclusioni

“Come vorrei una chiesa povera e per i poveri” è una frase che sicuramente oggi ha molto effetto, ricerca infatti il consenso di tutti quei credenti disgustati dai comportamenti di coloro che detengono il potere religioso. Tuttavia abbiamo visto che questa stessa frase di fronte all’evangelo non ha alcun senso, a prescindere da chi la dica. Purtroppo la ritiene giusta soltanto chi l’evangelo non lo conosce. L’evangelo infatti insegna una chiesa di qualità migliore di quella che vediamo e che noi stessi pratichiamo perché è fondata su Cristo Gesù e sul contributo degli apostoli, che vanno ascoltati bene, come fecero ad esempio i fratelli di Tessalonica, che Paolo premiò scrivendo loro:

“quando riceveste da noi la parola della predicazione di Dio, voi l’accettaste non come parola di uomini, ma, quale essa è veramente, come parola di Dio, la quale opera efficacemente in voi che credete” 1 Tess 2:13

  1. Luglio 24, 2015

    spunto di grande riflessione sia per riflettere sulle differenze tra le varie “chiese” diffuse oggi , sia per rivedere l’ idea di chiesa che ognuno di noi si é costruita in base alle proprie esperienze personali di vita: tutta un ‘altra cosa rispetto all’idea di chiesa che invece é presentata qui … e grazie a Dio …

  2. Luglio 27, 2015

    Credo che nel mondo ci sia molta confusione a proposito del significato della parola “chiesa”; forse coloro che “detengono il potere religioso” dovrebbero approfondire meglio alcuni studi, ma nonostante ciò siamo certi che siano disponibili poi ad accettare una chiesa povera per i poveri?? Forse alcuni si, ma sicuramente mai abbastanza per cambiare radicalmente le cose!!

  3. Luglio 28, 2015

    La frase “come vorrei una chiesa povera per i poveri” è sicuramente una frase costruita per impietosire e convincere la gente della bontà della chiesa cattolica, ma qualcuno dovrebbe ricordare al papa che a diventare poveri ci si mette, se lo si vuole veramente, cinque minuti, il difficile è diventare ricchi, ma se santa romana chiesa diventasse povera, cesserebbe di esistre, proprio perchè si basa sul potere del denaro, non di certo sulla Parola di Dio.

  4. Settembre 17, 2015

    Siamo abituati a dire “andiamo in chiesa” come solitamente si dice “vado al cinema” o “vado al teatro” ma da come letto la parola “chiesa” significa gruppo di persone che l’apostolo Paolo chiama casa di Dio 1 Timoteo 3:15. La chiesa sono le persone, non l’edificio dove ci si riunisce Atti 5:11, Atti 14:23. Vi voglio fare una domanda: il capo della chiesa chi è? Cristo o il Papa? Tutti forse direbbero che il capo della chiesa è Cristo allora perché il Papa si fa riconoscere come capo della chiesa? Dove sta scritto? Efesini 1:22, Efesini 4:15, Effemini 5:23.La chiesa poi non è formata dal clero ma dai cristiani, uomini e donne che sono chiamati a svolgere in vita, con i loro comportamenti, un sacerdozio santo 1 Pietro 2:5-9.

  5. Ottobre 27, 2015

    Ben venga una ” chiesa ” ricca se a renderla tale saranno: amore per Dio e per il prossimo in quanto tale, conoscenza della volontà di Dio e conseguenziale osservanza e obbedienza alla Parola, carità, pace, umiltà, mansuetudine, misericordia, rispetto, altruismo, distacco dai beni materiali,….e se i poveri saranno quelli in spirito! ( Matteo 5: 1/9 ).

  6. Ottobre 29, 2015

    Non tutti sanno il vero significato della parola chiesa e cosa intende Dio per chiesa. Solo leggendo il Vangelo possiamo rendercene conto e vedere come la nostra società ha un’idea completamente diversa di chiesa. Gesù è morto per noi cristiani che formiamo il suo regno (la chiesa); se abbiamo a cuore Dio e crediamo in lui dovremmo rispettare il dono che ci ha dato.

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